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PREVISIONI FAVOREVOLI PER IL 2021

Cominciamo con il prendere in esame le previsioni sull’economia italiana, per l’anno in corso e per il 2022, per focalizzare successivamente la nostra attenzione sul probabile andamento del settore assicurativo.
Il quadro di previsioni macroeconomica italiana, come avviene peraltro negli altri paesi, è condizionato dalle variabili chiave che dovrebbero governare le modalità di rientro dalla crisi pandemica.

Tra queste annoveriamo i robusti interventi di finanza pubblica a sostegno della ripresa e il mantenimento di un severo controllo sulla diffusione del contagio.
Sul primo fronte assumerà un ruolo assai importante la gestione delle risorse liberate dallo scostamento di bilancio e dal Recovery plan attraverso la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Sul secondo peserà, ovviamente, l’efficienza e la tempestività della campagna di vaccinazione che è in atto da inizio dell’anno.

Sarà parimenti assai determinante la capacità di fronteggiare la diffusione di nuove varianti del virus.
Nel 2021 il PIL italiano dovrebbe registrare una crescita del 4,7% e del 4,4% nell’anno successivo, riuscendo così a colmare quasi totalmente la caduta registrata nel 2020.

Il dato aggregato beneficerebbe della dinamica favorevole di tutte le componenti, private e pubbliche, della crescita di una domanda interna, mentre il contributo netto delle componenti estere sarebbe in pratica inesistente.
In quest’ottica i consumi delle famiglie crescerebbero del 3,6% nel 2021, registrando un’accelerazione ancor più forte nell’anno successivo (+4,7%).

Gli interventi di politica fiscale espansiva, decisi nel 2020, al culmine della crisi, dovrebbero proseguire anche nell’anno in corso, determinando così una forte accelerazione nella componente pubblica della domanda interna che dovrebbe comunque interrompersi nel 2022.

Gli investimenti fissi lordi dovrebbero registrare un importante recupero (+10,9%) superiore a quello di tutte le altre variabili del quadro macroeconomico. Anche nel 2020 questa crescita dovrebbe registrare un notevole incremento del (+8%).

Sul fronte del mercato del lavoro si dovrebbe assistere a un lieve incremento del tasso di disoccupazione (9,8% nel 2021 e 9,6% nel 2022), da attribuirsi alla crescita del tasso di partecipazione della popolazione attiva connesso con la ripresa. In buona sostanza dovrebbe aumentare il numero degli occupati, malgrado l’aumento del tasso di disoccupazione.

Per quanto riguarda le previsioni sulla raccolta premi nel 2021, l’ANIA ritiene che il mercato assicurativo italiano, con riferimento alle sole imprese con sede legale in Italia, dovrebbe registrare una crescita dei premi contabilizzati nell’ordine del 7%, per un volume complessivo tra Vita e Danni, di oltre 144 miliardi, contro i 135 miliardi nel 2020.

Lo scorso anno i premi si erano ridotti di quasi il 4% rispetto al 2019 a causa degli effetti negativi legati alla pandemia Covid-19 e alla conseguente crisi economica/finanziaria da essa generata.
Pur persistendo tuttora elementi di incertezza sull’evoluzione della pandemia, a causa soprattutto della diffusione delle varianti del virus, il progredire della campagna di vaccinazione, l’abolizione delle restrizioni alla mobilità a livello nazionale e internazionale nonché il recupero del PIL dovrebbero essere fattori di impulso che contribuiranno nel 2021 al ritorno alla crescita sia nel settore vita (+8,5%) che in quello danni (+2,8%).

Poiché il PIL dovrebbe registrare un recupero significativo stimato nell’ordine di quasi il +5%, il rapporto tra premi assicurativi e PIL salirebbe lievemente dall’8,1% del 2020 all’8,3% del 2021.
I premi contabilizzati del portafoglio diretto italiano del settore danni dovrebbero registrare, alla fine del 2021, una crescita vicina al 3%, rispetto al 2020, per un volume di 34,4 miliardi contro i 33,5 miliardi del 2020.

Con questi risultati si tornerebbe al ciclo espansivo che si era bruscamente interrotto nel 2020 quando i premi del comparto danni si erano ridotti del 2,3%.
L’unico ramo, che peraltro registra un peso molto rilevante sul totale dei rami danni e per il quale si continuerebbe a registrare una contrazione dei premi, è la r.c. auto.

Per questo ramo è prevista una diminuzione del 4,5% talché l’incidenza dei premi auto sul totale dei danni passerebbe dal 37% nel 2020 al 35% nel 2021.
Per effetto di questa diminuzione la raccolta premi nel 2021 porterebbe il volume complessivo sotto i 12 miliardi.

Questo valore era di pari entità nel 1998. La riduzione dei premi del 2021, pari a quasi 500 milioni che si aggiungerebbe a quella di 750 milioni del 2020, sarebbe l’effetto combinato di una revisione delle politiche tariffarie, che risentono di una riduzione della sinistrosità, e di un aumento della pressione competitiva che induce molte compagnie a riconoscere ulteriori sconti al momento del rinnovo di polizza.

Con questa ulteriore contrazione dei premi, il ramo r.c. auto registrerebbe dal 2011 al 2021 un calo complessivo dei premi raccolti di quasi 6 miliardi in valore assoluto e del 33% in termini percentuali.
Il risultato negativo, in termini di crescita, del ramo r.c. auto verrebbe tuttavia controbilanciato da un apporto positivo da tutti gli altri rami danni.

I premi dell’intero comparto risentirebbero, infatti, positivamente degli impulsi della ripresa economica e del fatto che durante il 2020 molte polizze in scadenza non erano state rinnovate.
È assai probabile che con un ritorno a condizioni economiche più favorevoli si assisterà a una ripresa delle coperture assicurative che erano state sospese. Nel complesso il volume della raccolta premi nei rami non auto si incrementerebbe di oltre il 7%.

Tra i settori di business più importanti per i quali si registrerebbe una crescita superiore alla media di mercato si evidenziano i seguenti rami:
• Malattia (+11,0%): la pandemia di Covid-19 ha indubbiamente generato un aumento della domanda di coperture sanitarie private anche a causa delle persistenti difficoltà di accesso alle strutture pubbliche durante l’emergenza sanitaria;
• Property (Incendio +8,0% e Altri danni ai beni +7,5%): dopo un anno di stagnazione nella compravendita di abitazioni, si dovrebbe registrare un buon impulso del mercato immobiliare che aumenterebbe così la domanda di protezione assicurativa;
• Corpi veicoli terrestri: dovrebbero registrare un marcato sviluppo dei premi (+6,5%) per effetto di un incremento nella vendita di nuove vetture e nella compravendita di veicoli usati.

Con questa crescita l’incidenza dei premi danni rispetto al PIL dovrebbe restare invariata al 2,0%. Per quanto riguarda il settore vita l’ANIA ritiene che nell’anno 2021 i premi del settore dovrebbero registrare un aumento dell’8,5% per un volume che dovrebbe sfiorare i 110 miliardi, con la conseguenza che verrebbe più che compensata la perdita di raccolta che si era registrata nel corso del 2020 (-4,4%).

Tutti i valori previsionali sono stati elaborati dall’ANIA ipotizzando scenari macroeconomici, di mercato e geo-politici “ordinati”, ancorché persistano rischi e incertezze in merito all’evoluzione della pandemia da Covid-19, non solo per l’Italia, ma anche e soprattutto a livello globale.
La crescita dovrebbe riguardare in particolar modo il ramo III (unit-linked), i cui premi dovrebbero registrare un incremento del 45% a causa soprattutto di un generalizzato recupero dei mercati finanziari e borsistici che nel primo semestre del 2021 hanno registrato un notevole incremento sull’anno precedente.

Dovrebbero, invece, diminuire ancora i premi relativi alle polizze tradizionali di ramo I (-3,5%), a causa del perdurare di uno scenario caratterizzato da tassi di interesse molto bassi o, addirittura, negativi.
Questo trend positivo delle polizze vita è parso evidente anche dall’analisi dei dati della nuova produzione vita delle polizze individuali che, a fine maggio 2021, registrava un volume di nuovi premi di circa 40 miliardi contro i 30 miliardi dei primi cinque mesi del 2020.

Per effetto di quanto esposto l’incidenza del volume dei premi contabilizzati del settore vita rispetto al PIL dovrebbe salire lievemente dal 6,1% del 2020 al 6,4% del 2021. Se queste previsioni saranno confermate ed i risultati tecnici manterranno la positività manifestata nel primo semestre, il 2021 sarà un anno prospero per il mercato assicurativo italiano e l’attuale buon grado di solvibilità delle imprese italiane dovrebbe rafforzarsi ulteriormente.

fonte: assinews.it

 

 

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